29 aprile 2018

Il non-teatro Fusco a Taranto. Chiamiamolo "Sala polifunzionale Fusco"

Foto di Gianluca Lovreglio, 2018

Chiamiamolo "Sala polifunzionale Fusco"

Una modesta proposta per valorizzare degnamente un contenitore culturale che non può essere teatro

 
Che Taranto sia una città autoreferenziale è cosa ormai arcinota. Che sia altrettanto provinciale, idem.
Il 28 e 29 aprile 2018 è stato possibile rivedere il cantiere dell'ex teatro Fusco, in via Giovinazzi. Con la solita autoreferenzialità, i tarantini continueranno probabilmente a denominare "teatro" una sala che si presterà abbastanza bene, forse, a concerti, letture di prosa, convegni e poco altro.
Perchè di teatro, proprio no, non se ne potrà fare, se non in maniera del tutto marginale o al più dilettantistica.

Le già note dimensioni sporporzionatamente minuscole del palco, che presenta un boccascena ridicolo, per gli standard attuali, ed i pochi posti disponibili - tra l'altro con visibilità non certo esaltante dalle ultime file - non fanno propendere chi scrive a sostenere che nel caso del Fusco di possa parlare ancora di "teatro". A ciò si aggiungie che al proscenio si può accedere da un solo lato, come ormai non accade in nessun teatro moderno.

Chiunque si sia spostato di pochi chilometri, per esempio a Brindisi - mica occorre andare lontano! - non potrà che dar ragione a chi scrive. La domanda di conseguenza è lecita: farebbe meglio forse  l'amministrazione comunale jonica a non utilizzare il sostantivo "teatro" per questa nuova sala comunale? Tra le opzioni disponibili, infatti, "sala" o "auditorium", sarebbero stati termini più adatti.

Al contrario tra la intellighentia cittadina, un parterre di massoni, vecchi tromboni, rotariani, cavalieri ed altre specie di mentecatti tra i due mari, sta già brigando ad ottener l'agognato "titolo" nientemeno che di "direttore artistico" di tale struttura. Direttore artistico di cosa? Quale grande artista o compagnia di caratura nazionale accetterebbe di svilire la propria arte ed il lavoro di scenografi, architetti, direttori di scena, per rinchiudere le proprie opere in un contenitore così microscopico?

Al più, ci si augura, si potrà allestire una bella scuola di teatro, dedicata ai giovani talenti, e mettere in scena pièces minimali, letture in prosa e concerti (beninteso di artisti che non abbiano un seguito maggiore rispetto ai pochi posti a sedere disponibili).

Taranto attende ancora un teatro. Un teatro vero. A quando?

Gianluca Lovreglio 2018
Foto di Gianluca Lovreglio, 2018

Foto di Gianluca Lovreglio, 2018

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