7 settembre 2015

L'8 settembre vissuto a Castellaneta

L'8 settembre vissuto a Castellaneta
L'annuncio dell'Armistizio
Pubblico sul mio blog un articolo di Mario Gianfrate apparso sulle colonne del Corriere del Giorno di martedì 8 settembre 2009, p. 26.

Il tragico 8 settembre vissuto a Castellaneta. Negli scontri coi tedeschi muoiono 25 civili

di Mario Gianfrate

L’annuncio dell’armistizio viene diramato dalla radio la sera dell’8 settembre 1943. Mentre sfumano le ultime note di Una strada nel bosco cantata da Gino Bechi, lo speaker comunica la lettura del Proclama di Badoglio: “ Il governo italiano, riconosciuta l’impossibilità di continuare l’impari lotta contro la soverchiante potenza avversaria, nell’intento di risparmiare ulteriori e più gravi sciagure alla Nazione, ha chiesto un armistizio al generale Eisenhower, comandante in capo delle forze alleate anglo-americane. La richiesta è stata accolta. Conseguentemente ogni atto di ostilità contro le forze anglo-americane deve cessare, da parte delle forze italiane, in ogni luogo”. Il messaggio scritto di suo pugno da Badoglio finisce qui ma, Eisenhower lo costringere ad aggiungere altre righe, più vincolanti: “Esse però reagiranno ad eventuali attacchi di qualsiasi altra provenienza”. Chi dirigerà le azioni di difesa, come, quando e con quali mezzi, però, nessuno lo dice, visto che il Comando Supremo e lo Stato Maggiore dell’Esercito – Badoglio in testa - si “trasferiranno” a Brindisi al seguito di Vittorio Emanuele, re d’Italia per grazia di Dio, abbandonando i soldati italiani a un incerto destino. L’armistizio è la logica conclusione di una situazione ormai insostenibile e alla quale si perviene a seguito di una serie di errori, di indecisioni, e di una condotta oscillatoria e, per molti versi contraddittoria, dei vertici politici e militari italiani. La notizia è accolta dalla popolazione con comprensibile euforia; ci si illude che la guerra è finita, che, quello, sarà il giorno del “Tutti a casa”. E’, invece, l’inizio di una nuova catastrofe. Il ripiegamento delle truppe tedesche verso il Nord dopo lo sbarco a Taranto degli Alleati, lascerà alle sue spalle una lunga scia di sangue. Come ne caso di Castellaneta. 9 settembre. In paese sono presenti un migliaio di paracadutisti del LXXIV Corpo della 10 Armata tedesca di stanza in Puglia. Quale sarà il loro atteggiamento di fronte a quello che considerano il “tradimento degli italiani?”. Per il momento scorrazzano su motociclette con i fucili spianati, terrorizzando la popolazione. Piazzano nidi di mitragliatrici nei punti strategici e requisiscono armi a soldati italiani in transito e mezzi di trasporto. L’indomani, i boati delle esplosioni che si verificano in località San Francesco-Fontanelle fanno temere il peggio: in realtà i tedeschi stanno solo facendo saltare in aria depositi di munizioni, viveri e vestiario per prepararsi al ritiro. La situazione, però, precipita il 10: i tedeschi occupano la Stazione Ferroviaria di San Basilio e, disponendo le locomotive sullo stesso binario, l’una di fronte all’altra, sotto la galleria di Santa Caterina, le fanno scontrare per renderle inattive. Giorno 11 settembre: in Contrada Mater Cristi, poco fuori il paese, si sviluppa una violenta battaglia tra reparti germanici e truppe inglesi a colpi di cannoni, bome e mitragliatrici, con diversi morti e feriti. Ma lo scontro è destinato a dilagare anche nel centro abitato, ormai si spara nelle strade e nelle piazze, in Via Roma e in Piazza Fontana e, poi, in Via Marina dove il nutrito fuoco incrociato – agli inglesi si sono uniti carabinieri, soldati del Battaglione Costiero e cittadini – semina numerose vittime. Quando sul paese scendono le ombre della sera, a terra restano i corpi senza vita di venticinque civili: il più piccolo è quello di una bambina, Maria Ranaldi. Aveva appena cinque anni. “In questo momento, su questa strada, in presenza di tante vite così orribilmente straziate non ci vorrebbero parole, ma lacrime”. Inizia così la breve orazione che Gabriele Semeraro, podestà di Castellaneta, pronunzia di fronte alle bare allineate sulla strada del Cimitero. Per la condotta tenuta nei giorni tra il 9 e l’11 settembre – durante i quali egli si prodiga nello stabilire collegamenti con gli Alleati, nel mantenere contatti, non sempre amichevoli, con i Comandi tedeschi per evitare danni ai cittadini, nel procurare farina alla popolazione rischiando sulla propria pelle – verrà proposto dal Comando del Presidio Militare di Castellaneta per la “ricompensa al Valor Militare”.

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