21 febbraio 2015

Cesare Giulio Viola candidato al Parlamento

Nel 1952 lo scrittore si candidò con i liberali
Cesare Giulio Viola candidato al Parlamento
Gustoso aneddoto legato ad uno dei più insigni uomini di cultura che Taranto abbia mai avuto. Pubblico sul blog l'articolo che ne ha tratto la professoressa Minervini sulle pagine del Corriere del Giorno di domenica 8 novembre 2009, p. 31

di Josè Minervini

Nelle foto, tratte dall'articolo del Corriere: manifesti elettorali nello stabile di via Anfiteatro angolo via Acclavio e Viola quarantenne

[…] Pubblichiamo oggi due foto inedite, custodite con religiosa cura dall’avvocato Enrico Viola, portavoce della sua famiglia. Una foto ritrae Cesare Giulio Viola, all’epoca quarantenne: bell’uomo, non c’è che dire e di autentico fascino mediterraneo. Dalla foto si comprendono chiaramente le fortune che il nostro illustre concittadino ebbe con le donne. L’altra fotografia è davvero un documento importante perché è la testimonianza della tarentinità di Cesare Giulio e di una sua esperienza politica sconosciuta ai più, perché ignorata dalle biografie ufficiali, forse per il suo esito negativo. Nella foto si vede un edificio di via Anfiteatro, alle spalle dell’ex convento dei Carmelitani. Anche le pietre parlano, si sa; infatti, sul cornicione, chi aguzza la vista può leggere questa scritta: “Al Parlamento della Repubblica Cesare Giulio Viola il più tarantino dei candidati”. Ebbene, sì: Cesare Giulio si candidò alle elezioni politiche del giugno 1952, nelle liste del Partito Liberale Italiano, il cui simbolo – la bandiera tricolore – appare sui manifesti attaccati lungo tutto il muro, insieme ad altri, ma in minor numero, del Partito Repubblicano, simboleggiato dall’e d era. Sul muro d’angolo, con un po’ di difficoltà, si possono scorgere le fiamme tricolori del Movimento Sociale Italiano, un manifesto, in alto, del Partito Comunista con falce e martello e, tra due manifesti del PLI, la stella del Partito Monarchico. Per evitare eventuali osservazioni o critiche dell’opposizione, poiché viveva a Roma e non a Taranto, Cesare Giulio rivendicò la sua tarentinità a chiare lettere (… il più tarantino dei candidati).
Ecco Cesare Giulio Viola candidato al Parlamento

L’autore di “Pater” e di “Pricò” non venne eletto e ci rimase male, ovviamente. Fu a Pulsano che il “Poeta”, come i pulsanesi lo chiamavano con simpatia e ammirazione, ottenne un bel successo elettorale. I notabili liberali del luogo, i dottori Alberto Elia, Cosimo Lorè e l’allora sindaco Giovanni Schirano, hanno sempre ricordato la colta eloquenza e l’eleganza da uomo di mondo che caratterizzavano il “Poeta”. A Pulsano Viola arrivò con la sua macchina di grossa cilindrata, guidata dal suo autista personale, cosa insolita all’epoca e che fece colpo sui pulsanesi. Scortato dai suoi amici di partito, lo scrittore si spostava di casa in casa, come allora si era soliti fare in campagna elettorale, affascinando tutti con le sue maniere gentili. Immancabile la pipa fra le labbra, che spandeva intorno un buon profumo di tabacco. Proprio un gran signore, lo ricordano così a Pulsano, un uomo di lettere che tenne un discorso culturale più che un comizio elettorale. C’era da immaginarselo. Mi piace ricordare che fu il professor Francesco Chiffi, liberale di spicco e corrispondente del quotidiano “Il Tempo”, ad averlo presentato a Pulsano e ad averlo aiutato nella campagna elettorale, sostenendolo con convinta passione. Quando si dice la coincidenza: quasi vent’anni dopo, i destini delle famiglie Viola e Chiffi s’incrociarono nuovamente, perché la figlia del professor Chiffi, Ada, che era una deliziosa ragazza laureata in Medicina e Chirurgia (fra le prime dottoresse in Medicina del territorio), in seguito specializzata in Ortopedia, avrebbe incontrato e poi sposato l’avvocato Enrico Viola (cugino di Cesare Giulio), che ringrazio per la sua cortesia e la sua disponibilità. […]

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