17 gennaio 2015

San Pasquale di Baylon, custode di tesori

Scopriamo tesori nascosti di Taranto. Pubblico  nel mio blog questo articolo edito sul "Corriere del Giorno" di sabato 4 dicembre 2010 a pagina 25.

Nella sacrestia della chiesa dipinti di Fracanzano, Olivieri e Giordano

San Pasquale di Baylon, custode di tesori

di Nicola Fasano (dottore in Beni culturali e tutor dei Beni culturali della Diocesi di Oria)

La sacrestia della chiesa San Pasquale di Baylon di Taranto conserva numerosi dipinti di autori importanti quali Cesare e Francesco Fracanzano, Leonardo Antonio Olivieri e una tela attribuita a Luca Giordano. Con questo intervento, si intende fare luce su un dipinto di alta qualità, sfuggito alla critica, raffigurante la “Maddalena in gloria” ascrivibile a uno dei più importanti artisti del Seicento, Giovanni Lanfranco. Il pittore, esponente di primo piano della pittura seicentesca e della decorazione barocca, fu allievo di Agostino e Annibale Caracci e si ricorda come autore di importanti cicli pittorici nelle chiese di Roma e Napoli, oltre ai molti quadri conservati nei musei più importanti del mondo tra i quali il Louvre. Tornando alla tela tarantina, la Maddalena è raffigurata mentre sale in cielo circondata da un gruppo di cherubini che la sorreggono, uno di essi sembra mostrare compiaciuto allo spettatore il vaso contenente l’unguento che servì alla Maddalena per profumare i piedi del Cristo. Il gruppo si staglia su un fondo dorato tipico del pittore, che dà un effetto di trasognanza ultraterrena, risaltando la plasticità delle figure. Il dipinto si può mettere in relazione con una tela similare di analogo soggetto, esposta nella mostra sul pittore parmense tenuta a Napoli nel 2002, che si trovava a Genova in collezione privata, e ora sul mercato antiquariale.
la facciata della Chiesa
Il dipinto in San Pasquale potrebbe provenire dalla ricca quadreria di casa Carducci che annoverava probabilmente l’“apostolado” dei Fracanzano, conservato ora nella stessa sacrestia. Solo degli approfonditi riscontri archivistici darebbero, però, la definitiva certezza sulla provenienza del quadro. L’influenza e l’attività di Giovanni Lanfranco a Taranto si riscontrano anche in altre opere, come nel celebre affresco di Paolo De Matteis nel cappellone di San Cataldo, che nella disposizione dei personaggi e nell’abbagliante fondo dorato richiama il “Paradiso” che Lanfranco aveva affrescato a Napoli nella Cappella del Tesoro. Taranto si fregia così di un artista di primissimo piano della poetica barocca nella speranza di un risveglio culturale e di una consapevolezza dei nostri tesori, spesso celati e poco fruibili.

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